Bandi attivi ad oggi in Italia suddivisi per enti erogatori

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Bandi nazionali: strumenti per la competitività e lo sviluppo


Il panorama dei bandi nazionali per imprese rappresenta l’asse portante delle politiche di sviluppo industriale in Italia.

Gestiti principalmente da enti governativi e agenzie nazionali, come il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Invitalia, questi strumenti di finanza agevolata mirano a sostenere il sistema produttivo attraverso l’iniezione di capitali, contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, finalizzati a obiettivi strategici di crescita, innovazione e competitività.

Ambito di applicazione e beneficiari target

I bandi nazionali per imprese sono strutturati per rispondere alle esigenze di diverse configurazioni giuridiche, con una forte verticalizzazione sui principali destinatari della finanza agevolata, favorendo l’accesso a contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per lo sviluppo aziendale:

Nuova Imprenditorialità: Programmi specifici dedicati al ricambio generazionale (Under 35) e all’autoimprenditorialità femminile, con incentivi e agevolazioni per startup e nuove imprese.

PMI e Microimprese: Principali beneficiarie dei bandi nazionali, con risorse destinate al consolidamento patrimoniale, alla digitalizzazione e all’ammodernamento tecnologico.

Startup e PMI Innovative: Imprese ad alta intensità tecnologica per le quali sono previsti iter semplificati e percentuali elevate di finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto.

Reti d’Impresa e Consorzi: Forme aggregate che consentono di accedere a bandi di finanza agevolata di grandi dimensioni, ideali per progetti di filiera, innovazione e internazionalizzazione.

Architettura delle Agevolazioni

Un bando nazionale di finanza agevolata può prevedere una o più modalità di intervento, spesso combinate tra loro per massimizzare l’impatto finanziario del progetto e favorire l’accesso a contributi a fondo perduto, crediti d’imposta e finanziamenti agevolati per imprese:

Tipologia di ContributoCaratteristiche Tecniche
Conto Capitale (Fondo Perduto)Erogazione diretta non soggetta a restituzione, calcolata in percentuale sulle spese ammissibili.
Conto InteressiAbbattimento del tasso di interesse su finanziamenti bancari ordinari legati all’investimento.
Finanziamento AgevolatoCredito a tasso agevolato (spesso vicino allo 0%) con piani di ammortamento che possono raggiungere i 10-12 anni.
Credito d’ImpostaAgevolazione fiscale automatica o previa domanda, utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite F24.
Concessione di GaranzieGaranzie pubbliche (es. Fondo di Garanzia) che facilitano l’accesso al credito bancario ordinario.

Meccanismi di accesso e procedure di valutazione

L’accesso ai bandi nazionali per imprese avviene solitamente secondo due procedure principali di finanza agevolata, che l’impresa deve conoscere per calibrare la propria strategia e aumentare le probabilità di ottenere contributi a fondo perduto o finanziamenti agevolati:

Procedura Valutativa (Graduatoria): Le domande vengono raccolte entro una finestra temporale definita e valutate in base a punteggi tecnici, economici e di merito. Solo i progetti che superano una determinata soglia e rientrano in posizione utile accedono ai finanziamenti pubblici e alle agevolazioni previste dal bando.

Procedura a Sportello: Le domande vengono valutate in base all’ordine cronologico di presentazione. L’agevolazione è concessa fino a esaurimento fondi, rendendo il fattore tempo determinante per accedere ai bandi di finanza agevolata.

Vincoli di ammissibilità e compliance

L’efficacia della partecipazione a un bando nazionale di finanza agevolata è strettamente legata al rispetto rigoroso dei requisiti formali e normativi richiesti:

Stabilità dell’investimento: Obbligo di mantenere i beni oggetto del contributo nel patrimonio aziendale per un periodo minimo (generalmente 3 o 5 anni), condizione fondamentale per non perdere le agevolazioni pubbliche ottenute.

Pertinenza del Codice ATECO: L’attività economica dell’impresa deve rientrare tra quelle previste dal decreto attuativo del bando.

Effetto d’Incentivazione: Salvo eccezioni legate al regime de minimis, i progetti non devono essere stati avviati prima della presentazione della domanda, in linea con il principio di addizionalità richiesto nella finanza agevolata.

Regolarità Contributiva (DURC): Requisito indispensabile per la validità della domanda e per ogni fase di erogazione dei finanziamenti pubblici e contributi a fondo perduto.

Bandi regionali: strumenti per la coesione e lo sviluppo territoriale

I bandi regionali rappresentano la principale modalità di attuazione delle politiche economiche locali, alimentate prevalentemente dai Fondi Strutturali e di Investimento Europei (SIE), come il FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e il FSE+ (Fondo Sociale Europeo Plus).

A differenza delle misure nazionali, questi strumenti sono calibrati sulle reali necessità del tessuto produttivo locale e sulla specializzazione intelligente (S3 – Smart Specialization Strategy) di ogni singola Regione.

Gli obiettivi strategici del decentramento

I bandi regionali per imprese mirano a colmare i divari territoriali e a potenziare le eccellenze locali attraverso specifiche linee di intervento di finanza agevolata regionale, favorendo l’accesso a contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati:

Inclusione Sociale e Formazione: Finanziamento di corsi di formazione finanziata per dipendenti e incentivi all’assunzione per categorie svantaggiate, sostenendo la crescita del capitale umano.

Riqualificazione Urbana e Turistica: Sostegno a strutture ricettive, commercio locale e valorizzazione del territorio attraverso bandi regionali per turismo e sviluppo locale.

Innovazione e Ricerca (R&S): Incentivi per collaborazioni tra PMI, università e centri di ricerca, con accesso a finanziamenti per innovazione e ricerca industriale.

Sostenibilità Ambientale: Agevolazioni per l’efficientamento energetico degli immobili aziendali e l’adozione di modelli di economia circolare, tramite bandi per sostenibilità e transizione ecologica.

Caratteristiche tecniche e differenze rispetto ai bandi nazionali

Partecipare a un bando regionale per imprese richiede una comprensione approfondita dei meccanismi di gestione della finanza agevolata regionale, che differiscono significativamente dai grandi programmi ministeriali e dai bandi nazionali:

Dotazione Finanziaria: I plafond sono generalmente più contenuti rispetto ai bandi nazionali, con una conseguente chiusura anticipata per esaurimento fondi. Per questo è fondamentale monitorare costantemente i bandi regionali attivi e presentare la domanda tempestivamente.

Prossimità e Territorialità: Il requisito principale è la presenza di una unità operativa attiva nella regione di riferimento. Un’impresa può partecipare anche a bandi di altre regioni, purché l’investimento sia realizzato nella sede locale prevista dal bando di finanza agevolata.

Intensità dell’Aiuto: I bandi regionali offrono spesso percentuali più elevate di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, proprio per incentivare investimenti in aree specifiche o meno sviluppate.

Forme di intervento e strumenti finanziari

Oltre ai contributi diretti, le Regioni attivano spesso strumenti gestiti tramite finanziarie regionali (es. Finlombarda, Friulia, Lazio Innova):

Strumento RegionaleFunzione Prevalente
Contributo in Conto ImpiantiSupporto all’acquisto di macchinari, attrezzature e beni strumentali.
Voucher DigitalizzazioneContributi a forfait per l’adozione di soluzioni software e cloud.
Fondi di RotazioneFinanziamenti a tasso agevolato che si auto-alimentano con i rimborsi delle imprese.
Garanzie FidiControstime alle garanzie rilasciate dai Confidi per agevolare il credito bancario locale.

Il ciclo di gestione: dalla
programmazione alla rendicontazione

La governance dei bandi regionali per imprese segue una programmazione settennale (es. 2021-2027), tipica dei fondi europei e della finanza agevolata regionale. La gestione operativa dei bandi e finanziamenti agevolati si divide in diverse fasi:

Monitoraggio e Audit: Le Regioni sono soggette a rigidi controlli da parte degli organismi europei; per questo motivo, la rendicontazione dei contributi a fondo perduto e finanziamenti pubblici deve essere estremamente precisa, tracciabile e documentata.

Pubblicazione del Bando: Definizione dei criteri di accesso, dei requisiti e delle spese ammissibili per le imprese che intendono partecipare ai bandi regionali attivi.

Istruttoria Formale e Tecnica: Verifica della regolarità amministrativa e valutazione della qualità progettuale, elementi determinanti per l’accesso ai finanziamenti agevolati per imprese.

Fattori critici di successo

Per massimizzare le probabilità di aggiudicazione, le imprese devono prestare attenzione a:

  • Punteggi di Priorità: Molti bandi regionali premiano il possesso di certificazioni ambientali (ISO 14001), di genere o la localizzazione in aree svantaggiate o montane.
  • Tempistiche di Realizzazione: I progetti regionali hanno spesso orizzonti temporali brevi (12-18 mesi) per rispettare i vincoli di spesa comunitari.

Bandi Camerali: sostegno territoriale e sviluppo di prossimità


I bandi camerali per imprese sono strumenti di finanziamento gestiti dalle singole Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura (CCIAA), e rappresentano una componente importante della finanza agevolata locale.

Se i bandi nazionali e regionali operano su macro-obiettivi di sistema, le iniziative camerali si focalizzano sullo sviluppo economico del territorio provinciale, offrendo contributi a fondo perduto e voucher per imprese con procedure snelle, rapide e accessibili, particolarmente adatte a micro e piccole imprese.

La funzione strategica del sistema camerale

Le Camere di Commercio agiscono come “sensori” dell’economia locale. I loro bandi sono progettati per rispondere tempestivamente a esigenze specifiche di settore o a emergenze economiche locali, con un forte accento sulla semplificazione amministrativa.

I principali ambiti di intervento includono:

  • Digitalizzazione (Punti Impresa Digitale – PID): Supporto all’adozione di tecnologie 4.0, e-commerce e cybersecurity.
  • Internazionalizzazione: Contributi per la partecipazione a fiere internazionali, incoming di buyer e consulenze per l’export.
  • Sostenibilità e Green Economy: Incentivi per l’ottenimento di certificazioni ambientali e l’efficientamento energetico.
  • Alternanza Scuola-Lavoro: Contributi alle imprese che ospitano percorsi di tirocinio e formazione.

Caratteristiche tecniche e operative

A differenza della finanza agevolata di scala superiore, i bandi camerali per imprese presentano peculiarità procedurali che ne facilitano l’accesso ai contributi a fondo perduto e voucher per imprese:

Velocità di Erogazione: Grazie a una gestione locale, i tempi tra la presentazione della domanda e l’erogazione del contributo sono generalmente più brevi rispetto ai bandi nazionali e regionali, rendendo i bandi camerali tra le opportunità più rapide di finanza agevolata locale.

Il meccanismo del “Voucher”: La forma d’intervento standard è il voucher, un contributo a fondo perduto per imprese che copre solitamente tra il 50% e il 70% dei costi ammissibili, con importi che variano indicativamente tra i 2.000 € e i 10.000 €.

Requisito della Sede Legale/Operativa: L’agevolazione è vincolata al pagamento del Diritto Annuale alla Camera di Commercio di riferimento. L’impresa deve avere sede legale o unità locale iscritta al Registro Imprese della provincia che pubblica il bando camerale.

Struttura delle spese ammissibili

I bandi camerali finanziano non solo l’acquisto di beni strumentali, ma anche e soprattutto, servizi di consulenza aziendale e formazione finanziata, elementi fondamentali per lo sviluppo delle competenze interne e la crescita competitiva.

Tra le spese ammissibili rientrano frequentemente servizi specialistici come temporary export manager, consulenti digitali, innovazione e digitalizzazione, finanziati tramite voucher e contributi a fondo perduto per imprese.

Elemento di AnalisiSpecifiche Bandi Camerali
Dotazione FinanziariaLimitata al budget della singola CCIAA (spesso soggetta a “click day”).
Target PrevalenteMicro e Piccole Imprese (MPI).
CumulabilitàSpesso cumulabili con crediti d’imposta nazionali, salvo diversa indicazione del bando.
Modalità di InvioEsclusivamente telematica tramite la piattaforma WebTelemaco.

Vincoli e compliance per le imprese

Per accedere con successo ai contributi camerali per imprese, è fondamentale garantire la piena regolarità amministrativa e il rispetto dei requisiti previsti dai bandi camerali di finanza agevolata:

Specificità dei Preventivi: I bandi camerali richiedono preventivi dettagliati e coerenti con il progetto, spesso con l’obbligo di affidarsi a fornitori qualificati o iscritti in appositi elenchi (es. fornitori 4.0), requisito essenziale per ottenere voucher e contributi a fondo perduto.

Regolarità del Diritto Annuale: Condizione indispensabile per accedere ai finanziamenti delle Camere di Commercio. Eventuali irregolarità o pendenze nei pagamenti possono bloccare l’istruttoria della domanda.

Iscrizione Attiva: L’impresa deve risultare attiva e regolarmente iscritta al Registro Imprese, senza essere in stato di liquidazione o soggetta a procedure concorsuali, requisito fondamentale per partecipare ai bandi camerali per imprese.

Formazione Finanziata: investire nel capitale umano a costo zero



La formazione finanziata per imprese è l’insieme di strumenti e risorse economiche che permettono alle aziende di aggiornare le competenze dei propri dipendenti senza sostenere costi diretti, grazie all’utilizzo di fondi interprofessionali e finanziamenti pubblici.

In un mercato globale caratterizzato da rapida evoluzione e obsolescenza delle competenze, questi strumenti rappresentano una soluzione strategica per gestire il cambiamento tecnologico e normativo, migliorando la competitività aziendale attraverso percorsi di formazione aziendale finanziata e sviluppo del capitale umano.

Cos’è e come funziona?

Il sistema della formazione finanziata per imprese si basa principalmente sui Fondi Paritetici Interprofessionali, organismi promossi dalle organizzazioni datoriali e sindacali che permettono alle aziende di accedere a finanziamenti per la formazione aziendale.

Ogni impresa versa obbligatoriamente all’INPS una quota pari allo 0,30% della retribuzione lorda dei dipendenti, destinata al cosiddetto “contributo contro la disoccupazione involontaria”. Aderendo a un fondo interprofessionale, l’azienda può richiedere all’INPS di trasferire questa quota al fondo scelto, recuperandola sotto forma di finanziamenti per la formazione finanziata.

In sintesi: si tratta di un recupero di risorse che l’azienda versa già per legge, trasformando un costo obbligatorio in un vero e proprio investimento per lo sviluppo delle competenze e la crescita aziendale.

Perché le aziende dovrebbero sfruttarla?

L’adozione della formazione finanziata per imprese offre vantaggi competitivi immediati, consentendo alle aziende di accedere a finanziamenti per la formazione aziendale e migliorare le competenze interne senza impatti economici diretti:

Compliance Normativa: Permette di coprire la formazione obbligatoria aziendale (es. sicurezza sul lavoro), liberando risorse finanziarie da destinare ad altri investimenti strategici.

Abbattimento dei costi: I costi dei docenti, del materiale didattico e dell’organizzazione sono coperti dai fondi interprofessionali e dai finanziamenti pubblici per la formazione.

Aggiornamento continuo: Consente di formare il personale su tematiche chiave come cybersecurity, Transizione 5.0, project management e lingue straniere, fondamentali per la competitività aziendale.

Valorizzazione del Personale: Migliora il coinvolgimento e la retention dei dipendenti, grazie a percorsi di sviluppo delle competenze finanziati, aumentando la produttività e il valore del capitale umano.

Le modalità di finanziamento

Esistono diverse modalità per accedere alle risorse della formazione finanziata per imprese, in base alla dimensione aziendale e alle specifiche esigenze formative, attraverso fondi interprofessionali e finanziamenti pubblici:

Fondo Nuove Competenze (FNC): Strumento pubblico che, oltre a coprire i costi della formazione, rimborsa all’azienda anche il costo del lavoro dei dipendenti (ore e contributi) durante le attività formative. Rappresenta uno dei principali finanziamenti per la formazione aziendale.

Conto Formazione: Un conto “individuale” aziendale in cui confluiscono le risorse versate. Le imprese possono utilizzare direttamente questi fondi per attivare percorsi di formazione finanziata su misura, ideale per medie e grandi aziende.

Conto Sistema (Avvisi): Bandi pubblicati dai fondi interprofessionali che consentono anche alle PMI di accedere a finanziamenti per la formazione attraverso progetti aggregati e a punteggio.

Voucher Formativi: Contributi destinati a singoli dipendenti per la partecipazione a master, corsi specialistici e percorsi di alta formazione, finanziati tramite voucher e contributi pubblici per la formazione.

Ambiti di intervento prioritari

I finanziamenti nazionali e dei fondi sono oggi fortemente orientati verso:

  • Digitalizzazione: Alfabetizzazione digitale, Big Data, Intelligenza Artificiale.
  • Sostenibilità: Gestione ambientale, certificazioni ESG, economia circolare.
  • Soft Skills: Leadership, negoziazione, gestione dei conflitti e welfare aziendale.

Requisiti e operatività

Per beneficiare della formazione finanziata, l’impresa deve:

Aderire a un Fondo: L’adesione è gratuita e si effettua tramite il flusso Uniemens dei consulenti del lavoro.

Presentare un Piano Formativo: Un documento che descrive gli obiettivi, i docenti e i risultati attesi.

Certificare le ore: È obbligatorio tenere un registro delle presenze (fisico o digitale).

Rendicontare quanto realizzato: Al termine del percorso, il Fondo eroga il rimborso dopo la verifica della documentazione e delle quietanze di pagamento.