Bando Parità di Genere Regione Lombardia: fino a 16.000 € a fondo perduto per certificare la tua impresa (Linea A e Linea B)

Certificare la parità di genere non è più solo una scelta valoriale: in Lombardia è diventata un’operazione quasi a costo zero. La Regione, tramite Unioncamere Lombardia, copre infatti fino all’80% delle spese che un’impresa sostiene per arrivare alla certificazione UNI/PdR 125:2022, attraverso due voucher distinti che coprono l’intero percorso, dalla consulenza iniziale fino al rilascio dell’attestato da parte dell’ente accreditato. Il risultato pratico? Un’azienda può ottenere fino a 16.000 euro a fondo perduto e, allo stesso tempo, accedere a sgravi contributivi, punteggi premiali in gara e un vantaggio reputazionale che nel 2026 pesa sempre di più nelle valutazioni di banche, investitori e stazioni appaltanti.

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Cos’è il bando “Verso la certificazione della parità di genere” di Regione Lombardia

Il bando, attuato da Unioncamere Lombardia in qualità di Organismo Intermedio, nasce per accompagnare le micro, piccole e medie imprese lombarde nel percorso che porta all’ottenimento della certificazione della parità di genere secondo la prassi UNI/PdR 125:2022. La misura, riferita all’annualità 2025-2027, si inserisce nella programmazione del Programma Regionale FSE+ ed è disciplinata dal D.d.u.o. n. 5135/2025, in attuazione della D.G.R. n. 3659 del 16 dicembre 2024.

Perché Regione Lombardia incentiva la certificazione di genere

La certificazione UNI/PdR 125:2022 è lo strumento nazionale di riferimento introdotto nell’ambito della Missione 5 del PNRR (“Inclusione e coesione”) per misurare e certificare l’impegno delle organizzazioni su cultura e strategia, governance, processi HR, crescita femminile, equità retributiva e tutela della genitorialità. Regione Lombardia, sostenendo economicamente il percorso, punta a diffondere modelli di welfare aziendale più equi tra le PMI del territorio, coerentemente con l’Obiettivo Specifico ESO4.3 del Programma Regionale FSE+.

La dotazione finanziaria e come è ripartita tra le due linee

Le risorse stanziate per il bando ammontano complessivamente a diversi milioni di euro, ripartite in due linee di finanziamento: circa il 40% della dotazione è destinato alla Linea A (servizi consulenziali di accompagnamento alla certificazione) e circa il 60% alla Linea B (servizio di certificazione vero e proprio). I fondi sono assegnati con procedura a sportello, in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande, fino a esaurimento della dotazione.

Come funzionano i due voucher: Linea A e Linea B

Il contributo previsto dal bando non è un finanziamento unico, ma due voucher aziendali distinti e complementari, pensati per coprire le due fasi del percorso di certificazione.

Linea A: il voucher per i servizi di consulenza propedeutici

La Linea A finanzia l’acquisto di servizi di consulenza specialistica necessari per avviare le attività propedeutiche alla certificazione: analisi organizzativa, gap analysis rispetto agli indicatori della UNI/PdR 125:2022, definizione della politica aziendale e del piano di miglioramento. Le imprese devono rivolgersi ai fornitori di servizi consulenziali selezionati e ammessi da Regione Lombardia tramite apposita procedura pubblica, il cui elenco viene aggiornato periodicamente con decreti dedicati. Il contributo a fondo perduto sulla Linea A è pari all’80% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 7.000 euro.

Linea B: il voucher per la certificazione vera e propria

La Linea B copre invece le spese sostenute per ottenere materialmente la certificazione presso un ente accreditato ai sensi del Regolamento (CE) n. 765/2008, in conformità alla UNI/PdR 125:2022. Anche in questo caso il contributo a fondo perduto è pari all’80% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 9.000 euro. È bene sapere che il bando prevede un vincolo di sequenza tra le due linee: per accedere al contributo sulla Linea A è necessario richiedere anche quello sulla Linea B, mentre è possibile richiedere esclusivamente il contributo sulla Linea B senza passare dalla A.

Chi può partecipare: requisiti di accesso al bando

Non tutte le imprese lombarde possono presentare domanda: il bando individua una serie di requisiti cumulativi che devono sussistere al momento della presentazione.

I requisiti dimensionali e di iscrizione al Registro delle Imprese

Possono partecipare i soggetti che esercitano attività economica e che, alla data della domanda, sono micro, piccole o medie imprese secondo la definizione dell’Allegato I del Regolamento (UE) n. 651/2014, risultano regolarmente iscritti e attivi nel Registro delle Imprese (o titolari di partita IVA attiva), hanno almeno un dipendente in pianta organica e dispongono di una sede operativa attiva in Lombardia, oppure, se solo titolari di partita IVA, hanno domicilio fiscale in Regione.

Regolarità contributiva e regime de minimis

Le imprese devono inoltre essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, come attestato dal DURC online, ed essere in regola con la normativa sugli aiuti di Stato: il contributo viene infatti riconosciuto nei limiti previsti per gli aiuti di importanza minore, ai sensi del Regolamento (UE) n. 2831/2023 sul regime “de minimis”.

Come si presenta la domanda e come viene erogato il contributo

La procedura è interamente digitale e segue tempistiche precise, importanti da monitorare per non perdere l’accesso ai fondi.

Piattaforma, sportello e tempi dell’istruttoria

La domanda di finanziamento deve essere presentata esclusivamente in forma telematica tramite il sistema informativo Bandi e Servizi di Regione Lombardia, a partire dalle ore 12:00 del 28 aprile 2025 e fino a esaurimento della dotazione finanziaria, e comunque non oltre le ore 12:00 del 30 giugno 2027. Unioncamere Lombardia effettua l’istruttoria formale delle domande e comunica l’esito entro 60 giorni dalla protocollazione elettronica; in caso di documentazione incompleta, l’impresa ha 20 giorni solari per integrare quanto richiesto.

Liquidazione del voucher e vincolo del risultato

Un aspetto cruciale del bando riguarda il momento dell’erogazione: entrambi i contributi, sia quello sulla Linea A sia quello sulla Linea B, vengono riconosciuti e quindi liquidati esclusivamente alle imprese che avranno effettivamente ottenuto la certificazione della parità di genere. Il voucher viene erogato in un’unica soluzione al termine del processo di validazione, il che significa che l’impresa deve prima sostenere le spese e completare il percorso, per poi ricevere il rimborso a fondo perduto.

Perché conviene certificarsi: i vantaggi oltre al contributo regionale

Il voucher di Regione Lombardia copre gran parte del costo del percorso, ma il vero valore della certificazione UNI/PdR 125:2022 si misura sui benefici che restano attivi per anni dopo il suo ottenimento.

Sgravio contributivo fino a 50.000 euro annui

Le aziende private che ottengono la certificazione della parità di genere possono accedere, ai sensi dell’art. 5 della Legge 5 novembre 2021, n. 162, a un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, in misura non superiore all’1% su base mensile e nel limite massimo di 50.000 euro annui per impresa, fruibile per tutta la durata di validità triennale della certificazione. La domanda va presentata all’INPS secondo le scadenze annuali comunicate dall’Istituto.

Punteggi premiali in gara e riduzione delle garanzie fideiussorie

Il Codice dei Contratti Pubblici riconosce alle imprese certificate un punteggio premiale nelle procedure di gara e, in molti casi, una riduzione della garanzia fideiussoria richiesta per la partecipazione agli appalti. Lo stesso vantaggio si applica alla valutazione di proposte progettuali finanziate con fondi europei, nazionali e regionali, aumentando le probabilità di successo dell’impresa anche su altre linee di finanza agevolata.

Domande frequenti sul bando parità di genere Lombardia

Le risposte alle domande più comuni per chi valuta se e come partecipare al bando.

Un’impresa può richiedere solo il voucher della Linea B?

Sì. Il bando consente di richiedere esclusivamente il contributo sulla Linea B, per esempio se l’impresa ha già svolto autonomamente il percorso di analisi e preparazione interna. Al contrario, per ottenere il voucher sulla Linea A è obbligatorio presentare domanda anche per la Linea B.

Quando viene effettivamente pagato il contributo a fondo perduto?

Il voucher, per entrambe le linee, viene liquidato solo dopo che l’impresa ha concretamente ottenuto la certificazione della parità di genere da parte di un ente accreditato, ed è erogato in un’unica soluzione al termine del processo di validazione da parte di Unioncamere Lombardia.

Conclusione

Vuoi capire se la tua impresa ha i requisiti per accedere ai voucher della Linea A e della Linea B e vuoi essere seguito in ogni fase, dalla scelta del consulente fino alla rendicontazione finale? Contattaci per saperne di più: ti aiutiamo a verificare l’ammissibilità, a preparare la domanda sulla piattaforma Bandi e Servizi e a costruire il percorso più efficiente per ottenere la certificazione e il contributo a fondo perduto.