Fondo per il sostegno alle imprese del turismo 2026

Decreto MiTur

Il Ministero del Turismo destina 109 milioni di euro al settore.
La misura prevede contributi a fondo perduto, fino al 30% delle spese, per un massimo di 4,5 milioni, destinati alle imprese del turismo per potenziare l’offerta turistica nazionale.

Quattro obiettivi strategici

Destagionalizzare i flussi turistici, favorire la digitalizzazione, la sostenibilità e gli investimenti conformi ai criteri ESG (Environmental, Social, and Governance), mediante la concessione di un mix di aiuti, in parte a fondo perduto e in parte come finanziamenti agevolati, per ristoranti, alberghi, villaggi turistici, B&B, ecc.

Il contributo a fondo perduto si affianca la possibilità di ottenere finanziamenti agevolati per il restante 70 per cento della spesa ma gli investimenti dovranno essere importanti, con un minimo di spesa fissato a 1.000.000 euro e un valore massimo di 15 milioni.

Sia il bonus a fondo perduto che i finanziamenti potranno essere richiesti per gli interventi di riqualificazione energetica, per lavori volti a integrare sistemi di digitalizzazione e automazione finalizzata al risparmio energetico, ma anche per l’acquisto o lo sviluppo di software, brevetti e licenze in grado di favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici.

Le tipologie di intervento

Posso includere, ad esempio, efficienza energetica: coibentazione, sostituzione infissi, pareti ventilate, giardini verticali, caldaie a condensazione, sistemi di climatizzazione intelligente;
tutela ambientale: impianti fotovoltaici, solari termici, sistemi di stoccaggio energia (autoconsumo), recupero acque piovane;
digitalizzazione: cablaggio strutturato, infrastrutture per IA, domotica e automazione degli edifici;
riqualificazione: piscine, centri wellness, centri congressi e strutture per l’accessibilità;
soft assets: programmi informatici, brevetti e licenze legati alle finalità del decreto.
Le PMI potranno includere nel totale dei costi ammissibili anche le spese relative alle consulenze connesse agli interventi ammissibili, nel limite del 4% dell’importo complessivo ammissibile come contributo a fondo perduto per ciascun progetto.

Sono ammesse anche Reti di impresa (massimo 5 soggetti) costituite come “Rete soggetto” da almeno 3 anni. I proprietari delle strutture potranno invece accedere previo consenso del gestore.
Si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, nonché le modalità operative e il calendario le con le date di apertura e chiusura dello sportello per la presentazione delle domande, che saranno definiti con un successivo provvedimento attuativo.

Scopri se questo bando è adatto alle esigenze della tua impresa